L’Assegno di Inclusione (ADI) è una misura di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale, condizionata alla prova dei mezzi e all’adesione a un percorso personalizzato di attivazione e inclusione. Non è un sussidio “universale”, ma è rivolto specificamente ai nuclei familiari che presentano determinate fragilità.
1. A chi spetta? I requisiti del nucleo familiare
A differenza del vecchio Reddito di Cittadinanza, l’ADI non spetta a tutti i cittadini in difficoltà economica, ma solo ai nuclei familiari che abbiano almeno un componente in una delle seguenti condizioni:
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Disabilità;
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Minorenni;
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Anziani (almeno 60 anni di età);
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In condizione di svantaggio e inserito in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali certificati dalla pubblica amministrazione.
2. Requisiti Economici (ISEE e Reddito)
Per accedere alla misura, il nucleo deve rispettare parametri patrimoniali e reddituali precisi:
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ISEE: Non superiore a 9.360 euro.
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Reddito familiare: Inferiore a una soglia di 6.000 euro annui, moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza ADI.
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Patrimonio immobiliare: Valore ai fini IMU non superiore a 30.000 euro (esclusa la casa di abitazione entro un valore di 150.000 euro).
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Patrimonio mobiliare: Non superiore a 6.000 euro (accresciuto in base al numero dei componenti e alla presenza di disabilità).
3. Quanto si riceve?
L’importo dell’assegno è composto da due quote:
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Quota A: Un’integrazione al reddito familiare fino a 6.000 euro annui (500 euro al mese), parametrati sulla scala di equivalenza.
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Quota B: Un contributo per l’affitto (per nuclei residenti in abitazione locata) fino a un massimo di 3.360 euro annui (280 euro al mese).
Nota: Per i nuclei composti esclusivamente da persone di età pari o superiore a 67 anni o con disabilità grave, la soglia della Quota A sale a 7.560 euro annui.
4. Come funziona la domanda e l’erogazione
Il processo di attivazione è digitale e vincolato a passi specifici:
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Domanda: Si presenta telematicamente all’INPS (tramite sito, CAF o Patronati).
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Sottoscrizione del PAD: È obbligatorio iscriversi al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) e sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale (PAD).
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Erogazione: Il beneficio decorre dal mese successivo alla sottoscrizione del PAD ed è erogato tramite la Carta di Inclusione (una carta prepagata ricaricabile emessa da Poste Italiane).
5. Obblighi e Sanzioni
L’ADI non è “passivo”. I beneficiari (esclusi i componenti fragili, gli over 60 o chi ha carichi di cura gravosi) devono:
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Presentarsi ai centri per l’impiego o ai servizi sociali ogni 90 giorni per confermare la propria posizione.
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Partecipare a percorsi di politica attiva del lavoro o progetti utili alla collettività.
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Accettare offerte di lavoro congrue: Il rifiuto di un’offerta di lavoro a tempo indeterminato (o determinato oltre i 6 mesi) su tutto il territorio nazionale comporta la perdita del beneficio.
In sintesi: le differenze chiave
| Caratteristica | Assegno di Inclusione (ADI) |
| Destinatari | Solo nuclei con disabili, minori, over 60 o soggetti svantaggiati |
| Durata | 18 mesi, rinnovabile per altri 12 (con un mese di stop) |
| Vincolo | Obbligo di firma del PAD e controlli ogni 90 giorni |
| Importo Base | Fino a 500€/mese + eventuale affitto |


